Ultima ora
Home / Pensiero / Fantasie / Il rullo di Gianuario
Il rullo stradale parcheggiato a Cala d'Oliva.
Il rullo stradale parcheggiato a Cala d'Oliva.

Il rullo di Gianuario

 

Ho al telefono Gianfranco, che per me è persona meravigliosa, faccio fatica a nasconderlo al mio gentile e paziente lettore.

Di un’allegria contagiosa, Gianfranco ha, come la sua malattia d’Asinara, un carattere unico d’incontenibile positività.

Credo che questa capacità non comune di fascinazione Gianfranco l’abbia assorbita dall’isola-madre l’Asinara, nei lunghissimi anni della sua permanenza.

Il volto sorridente di Gianfranco Massidda. (foto F.Bruzzichini 16.06.2015)

Il volto sorridente di Gianfranco Massidda. (foto F.Bruzzichini 16.06.2015)

Dopo i primi rapidi convenevoli, i “comestai” e i “chetempofà” passiamo al nostro argomento più caro e ci troviamo a chiacchierare del più e del meno, ma il tema di fondo, come sempre, è la nostra beneamata isola dell’Asinara.
Scherziamo bonariamente su qualche guida o qualche amico che sovente fornisce agli ignari turisti notizie incredibili, “…… ma incredibili mì” e non solo dal punto di vista storico, informazioni contrarie perfino al senso comune.
E’ il caso del rullo di granito che si trova nei pressi di Cala d’Oliva, vicino l’Officina, attrezzo sconosciuto ai più, che viene spacciato per macina da grano!!!

Piccolo rullo stradale a Cala Reale tutt'ora utilizzato (foto A.Canu)

Piccolo rullo stradale a Cala Reale tutt’ora utilizzato (foto A.Canu)

Il suo aspetto non era certo rassicurante, la sua forza spaventosa raramente aveva occasione di essere applicata poichè gli unici esseri viventi umani sull’isola, oltre a Gianuario, erano raggruppati in una famiglia, che oggi definiremmo “allargata”, cioè quattro madri e sette padri, con un nugolo di pargoli di varia età e di differente combinazione parentale, una tribù che viveva tranquillamente a “Stretti” in piccole capanne dove aveva attrezzato ovili e pollai, in cui si svolgevano tutte le attività di pastorizia con annesse le attività agricole.
Nella comunità il componente più autorevole (una donna molto intelligente e con tutte le curve del corpo al posto giusto, e forse da questa caratteristica traeva origine il suo nome “Sinuaria”) era riconosciuta unanimemente come il “capo alfa”, ad un certo punto Sinuaria si rese conto della infelice posizione del villaggio primitivo, poiché Stretti era, ed è, una zona battuta da tutti i venti ed il fieno, necessario ad alimentare gli animali, veniva spesso eroso dalla salsedine, allora il Sinuaria inviò, una delle ultime coppie formatesi, alla ricerca di un posto migliore per vivere.

Un rullo di media grandezza nella Diramazione di Campo Perdu.

Un rullo di media grandezza nella Diramazione di Campo Perdu.

Dopo quattro cinque mesi di assenza, quando ormai tutti pensavano che gli esploratori fossero morti, i due giovani si ripresentarono al villaggio di Stretti con un fagotto che conteneva un bel bimbo e con la notizia che a Campo Perdu avevano trovato il posto tanto cercato.
Allora tutto il gruppo iniziò il trasloco delle masserizie, ma il lavoro si prevedeva ciclopico.

I sinnarischi preistorici allora ricorsero alla doma dei cavalli che adibirono al tiro di slitte rudimentali, dove fu caricato tutto il materiale, ma la strada era piena di buche e di sassi che distruggevano le assi portanti il carico, per cui pensarono di chiamare ad aiutarli il gigante Gianuario.
A gesti e con promesse di cibo convinsero il gigante ad aiutarli e con gli attrezzi rudimentali di cui disponevano, scavarono un grosso blocco di granito che poi arrotondarono e forarono al centro costruendo il primo schiacciasassi preistorico.
Quando vi inserirono il perno di ferro recuperato da una zattera alla deriva e lo collegarono con due aste ad un anello si accorsero che Gianuario trainava l’enorme rullo, senza sforzo alcuno.
L’opera fu completata rapidamente e la prima strada dell’Asinara da Stretti a Campo Perdu costituì la prima autostrada a due corsie …. per asini e cavalli.
——

Questa è una macina per mulino da cereali!

Questa è una macina per mulino da cereali!

Il mio gentile ed attento lettore si sarà accorto che quella che precede è una novella pensata per rendere gradevole il racconto.

 

Rullo stradale di granito.

Il rullo stradale di Cala d’Oliva

 

 

Il rullo, quello vero che vedete fotografato a lato e parcheggiato, se così si può dire, in Cala d’Oliva vicino le officine meccaniche
E’ pacifico quindi che quello di Cala d’Oliva sia un rullo stradale.

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......