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I dobloni dell’Asinara

2 fotoUna piccola grande storia.

Coltivo sempre il dubbio se può mai essere che un video possa raggiungere discrete vette di espressione artistica, beh occorre specificare che credo, dipenda da un numero pressoché indefinito di fattori tra cui il soggetto, il tema di fondo, le immagini e i luoghi che si intendono porre come target dell’opera.
8 fotoPoi ci sono i mezzi che si scelgono, ovvero la scrittura, fotografia, video, la rappresentazione teatrale, il cinema.
Ancora occorre accordare la composizione visiva con  la voce narrante, che può essere anche costituita dal silenzio, o un sottofondo musicale, che siano i suoni della natura o prodotti dagli strumenti musicali.

Più volte ho espresso l’idea che l’isola dell’Asinara abbia, tra le sue caratteristiche peculiari, anche quella di esercitare un fascino attrattivo sulla qualità e lo spessore delle opere che la riguardano, pure quelle che la sfiorano tangenzialmente…
17 fotoQuando poi le autrici sono tre bellissime persone che riescono naturalmente a coordinarsi e ad esercitare le proprie doti per suscitare sensazioni nello spettatore, allora il risultato appare scontato!

LE AUTRICI

Lucia Amato è una donna con capacità e doti innate di coinvolgere i sentimenti, attraverso abili parole, quasi fossero strumenti magici di una fata buona.
Nel progetto, che presento in questo sito, l’ideazione complessiva e le sequenze tematiche sono semplicemente il frutto di sensazioni che hanno realmente attraversato l’autrice.

Rita Vona è l’ideatrice ed organizzatrice dell’intero progetto, attraverso l’eccellenza sapiente dei suoi chiaroscuri, conferisce profondità agli oggetti inanimati e lo dimostra inanellando le magnifiche sequenze di questo video.
Tutte le immagini (sono purtroppo poche, quelle riportate in questa presentazione) sono filtrate attraverso l’obiettivo sensibilissimo dei suoi occhi, registrate dal cuore, con il risultato di ottenere accostamenti audaci e inediti.

L’affabulazione, avvolgente e sicura, di Alessandra Rozzo ci conduce per mano nei meandri più reconditi delle sensazioni.

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Il testo del video:

1 fotoIl Barattolo dei Bottoni

Un antico barattolo di latta è un piccolo forziere colmo di tesori.

Vorrei raccontarvi la storia del mio barattolo di latta.

Oggi ho ritrovato il tesoro di mia madre,

un barattolo di latta colmo di bottoni che lei, pazientemente, separava

dai vecchi indumenti di tutta la famiglia e conservava, come fossero dobloni.

In un tempo in cui si conosceva l’arte del riciclo,

soprattutto in un luogo come era l’Asinara dove non c’erano negozi,

mia madre conosceva anche l’esigenza di quell’arte e l’importanza

di ogni singola cosa.

Su quell’isola anche un ago era considerato un bene prezioso.

 

 

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Lei mise per anni in cassaforte, bottoni di ogni foggia, colore e materiale,

di bianca madreperla di una camicetta,

di metallo grigio delle divise di mio padre,

d’oro scintillante di un suo vestito buono,

un piccolo automatico del body di un neonato.

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Un prezioso bottino dei bottoni in un barattolo.

Anche quando ci trasferimmo ad Alghero,

e nonostante a pochi metri da casa ci fosse finalmente una merceria

dove lei si recava, con la felicità di una bambina che va a comprare le

caramelle, quel barattolo antico lo tenne sempre.
Oggi, è stato come ritrovare il forziere sepolto nell’isola deserta,

ricolmo e luccicante di dobloni.


Tutti quei bottoni colorati, alla rinfusa,

che ho separato sul tavolo per forma e per colore,

in tanti piccoli mucchietti, per fotografarli.

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E così ho capito,

ho capito il lavoro di mia madre, delle sue mani e del suo cuore.

 

Ho capito l’eredità che mi ha lasciato,

un mucchio di ricordi colorati, bottoni da mettere in fila, da legare con un filo.

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Ha lasciato a me l’incarico di andare in merceria e comprare il filo prezioso per cucire

ogni bottone ad un ricordo.
Oggi ho ritrovato quel gran tesoro di mia madre e davvero oggi,

non potrei essere più ricca.

Lucia Amato

 

CAMMEO rita vona

Una mia personalissima impressione espressa a caldo, che confermo in toto.

Il bagliore di un cammeo prezioso, mi è comparso all’improvviso, emerso dal fondo indefinito del web.

E’ un breve video che desidero proporre a tutti coloro che soffrono del “mal d’Asinara”, perchè possano apprezzare le magnifiche parole scritte da Lucia Amato, accostate alle toccanti immagini di Rita Vona con l’ausilio essenziale della vibrante voce di Alessandra Rozzo, che ci hanno voluto raccontare una storia di sensazioni, di piccole grandi sensazioni che ognuno riscoprirà, come per incanto, di aver già provato.

Allora lasciamo che le parole facciano posto al video per abbandonarci alle mille fantasie che, questo suscita.

Le fotografie sono tutte di Rita Vona, mentre la musica che fa da sfondo al video è “Canon in D major” del tedesco Johann Pachelbel (1706) di cui è riportata la firma (fonte wiki). 440px-Johann_Pachelbel_Signature.svg
Buona visione

Precedenti articoli incentrati sulla poesia di Lucia Amato L’artista (2017)

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

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