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Don Giorgio Curreli il cappellano penitenziario

Anche Don Giorgio, a modo suo, è stato un frammento nella immensa storia dell’Asinara.

Definire come “prete arguto”  Don Giorgio, il cappellano dell’Asinara è leggermente riduttivo, ma quella caratteristica principale della sua figura mi colpì maggiormente quando, la prima volta, lo incontrai sull’isola.

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Originario di Gonnesa, ove era nato nel 1937, aveva la battuta pronta ed il sorriso aperto, sempre stampato sul volto, lo vedevo parlare con tutti quelli che incontrava, nelle varie occasioni, sia nella struttura penitenziaria, che al di fuori di essa, in ogni occasione, e mi dicevano che avesse per ognuno una parola di conforto di sostegno.n 7

Fu ordinato sacerdote nel 1966 da Papa Paolo VI e giunse all’Asinara nella primavera del 1975, in sostituzione di Padre Favole e Padre Fortuna,  ma non l’abbandonerà l’isola fino al momento della sua dismissione nel 1998.
La sua abitazione era la prima a sinistra della fila che si vede nelle immagini del porto di Cala d’Oliva.

Resta nella storia dell’isola come il prete che sposò Raffaele Cutolo nel 1983 e si raccontano numerose versioni (qualcuna fantasiosa) della funzione religiosa che si svolse a Cala d’Oliva e sulla famosa macchinetta fotografica che immortalò l’evento.

Don giorgio a TumbarinoQuando il Ministero lasciò l’isola al Parco dell’Asinara Don Giorgio commentò: «Le cose vanno così, ’Asinara è una risorsa del territorio, ma tutto quello che è stato non si può cancellare. Non sarà più come prima».

Giampaolo Cassitta osservò un velo di tristezza nelle sue parole.
Scomparve nel 2008 all’età di 71 anni.

Mi preme ricordare questa figura per l’importanza che essa ebbe per gli abitanti dell’isola, per tutti. Ovviamente le sue parole tentavano di supportare le sofferenze della reclusione, ma rinfrancavano e distraevano, con lo stesso impegno anche gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sopratutto quelli che prestavano servizio nei luoghi più distanti, meno frequentati, come Tumbarino o Case Bianche, per tutti Don Giorgio aveva una parola scherzosa, una battuta simpatica.

Con moltissimi Don Giorgio rimase amico e di qualcuno celebrò anche il matrimonio (foto del matrimonio di Natalino Serra) e poi il battesimo dei figli.

25° sacerd.

La nostra amica Caterina Valle tempo fà chiese nella pagina chi avesse avuto immagini di Don Giorgio, ha risposto il nipote Andrea Curreli, che nei giorni scorsi mi ha inviato le fotografie dello zio e della sua famiglia che allego dopo averle opportunamente titolate.

Qualche immagine risulterà leggermente sfocata o non perfetta, ma le fotocamere moderne, con trecentomila pixel, all’epoca, erano di là da venire.

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01.08.2018 Questo articolo nella pagina fb degli affetti dal mal d’Asinara ha raggiunto l’apprezzamento generalizzato proprio in relazione alla persona di cui abbiamo questa volta trattato.
Mi preme riportare a corredo del pezzo anche le parole di coloro che sono intervenuti:

Antonio Canu: Bellissimi ricordi Carlo.
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Lina Di Stefano: Che nostalgia.
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Leonardo Delogu: Un grande uomo non avresti potuto raccontarlo meglio. E’ stato, almeno per me, un amico, un consigliere, una spalla dove alcune volte ho pianto perchè per me, quel periodo è stato brutto per alcuni comportamenti di individui senza scrupoli e non vado oltre ….
Mi ha difeso in alcuni momenti ed è stato grazie anche a lui e ai suoi consigli se sono riuscito ad andare avanti ..
Ricordo tanto anche il fratello la sua famiglia i suoi nipoti con loro tutti avevo un bellissimo rapporto e li ricordo con tanto affetto Allora io ero allo spaccio. L’ultima volta che gli ho visti è stata quella mattina a Palmadula in occasione della ascesa in cielo di Don Giorgio Curreli ….
Un abbraccio alla famiglia che ci ha dato la gioia di condividere questi ricordi .
.. Ciao Don Giò
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Luigi Taccori: Carlo hai descritto don Giorgio nel migliore dei modi.
Era l’amico, il confidente, la spalla di tutti gli agenti e anche qualche graduato, anche se qualcuno di questi lo negava, come per i detenuti.
Persone così si trovano una sola volta. Noi eravamo amici da anni prima che io mettessi piede nell’isola.
Quindi lo conoscevo bene, come conoscevo bene le sue virtù e, come tutti gli uomini, anche i difetti.
Ciao Giorgio che Dio ti abbia in gloria.
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Gianni Gaddia: Ciau nena’.
Un grande uomo, ma anche un grande fotografo.
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Andrea Curreli: Di mio zio ho tanti ricordi, ma uno in particolare era il piede destro quando mi prendeva a pedate, sia per gioco, sia per farmi capire quando sbagliavo.
Comunque era un grande prete ma soprattutto era un grande uomo che con poche parole sapeva tirarti su di morale “anche con qualche parolaccia”, ma ti faceva capire come andavano le cose e come si stava al mondo .
Ogni volta che gli domandavo qualcosa lui mi rispondeva”affuttidinne!!!” (spero di averlo scritto bene).
Grazie zio
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Fausto Murru: Chiedo scusa, ma vorrei fare alcune precisazioni al riguardo di Don Giorgio il suo arrivo e avvenuto nel 1975 in sostituzione di Padre Favole e Padre Fortuna e sono certo in quanto io sono arrivato all’Asinara nel gennaio 1975 e Don Giorgio non era ancora giunto. Concludo che avevo una profonda amicizia con lui… e lo rividi anni dopo a Is Arenas mi riconobbe subito (conosceva mia storia con Cardullo ) e mi salutò calorosamente. Un grande uomo oltre che un ministro di Dio.
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Rosy Rassu: Mitico don Giorgio.
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Agostino Schiaffino: Un grande.
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Giovanni CubedduDon Giorgio, Dr. Nello Flumene, Dr. Enzo Cossu e il sottoscritto abbiamo inventato letteralmente la Festa di Ferragosto all’Asinara. Prima alle 19, 30 Santa Messa alla Madonnina e poi grande arrostita al porto.
Ci divertivamo con poco.
Ciao Giorgio

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AGGIORNAMENTO del 30 novembre 2018
Enzo Cossu ha inviato un brevissimo frammento di filmato (inferiore al minuto) da lui girato all’Asinara – Cala d’Oliva la sera del 15 agosto 1994 in cui si può assistere alla celebrazione eucaristica di Don Giorgio alla Madonnina.

Ho inserito la dizione “storico” poiché non sono moltissimi i filmati dell’epoca (i cellulari ancora non erano molto diffusi) e queste riprese, di discreta fattura, riproducono fedelmente anche la voce di Don Giorgio ben percepibile.

Alla destra dell’immagine si apprezza il Direttore della C.R. Asinara, Gianfranco Pala, l’Isp. Lorenzo Spanu, poco indietro la moglie di Lorenzo la Sig.ra Pinuccia Busincu e la piccola Bernardetta.

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Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

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