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fermo immagine caseif. 1992

Con la Cantiello in paradiso

IL PASSATO (le Storie)

Ve la immaginate una imbarcazione che nel mare tranquillo del Golfo dell’Asinara si solleva dall’acqua e lentamente si innalza sino a raggiungere il paradiso?

Quando Romano Chessa mi ha interpellato, dicendomi di avere rintracciato un filmato tedesco del 1993 sull’Asinara, sono sceso dalle nuvole ove un sobbalzo mi aveva fatto arrivare.

Qualcuna delle persone iscritte alla pagina fb degli “Affetti dal Mal d’Asinara” ogni tanto, anche privatamente, chiede di conoscere aspetti della vita di tutti i giorni, diprima foto Motonave G. Cantiello quando cioè l’istituzione penitenziaria era presente all’Asinara.
E alle mancate (o lacunose) risposte, viene presunto che siano dovute reticenza o altro, non è certo così.
Questa preziosissima “pellicola” permette di rispondere, senza troppi giri di parole, alle legittime domande.
IL FILMATO “Asinara die verboten Insel”
Il video originale, di una emittente televisiva tedesca (NDR), è datato 1993 (anno di pubblicazione), lontano da noi ben 28 anni, ritengo però, con sufficiente sicurezza, che le riprese siano state girate negli anni immediatamente precedenti.
Il video originale è titolato “Asinara die verboten Insel”ovvero “Asinara l’isola proibita” per la Regia di Achim Tacke e la sua durata, come leggerete, era pressoché incompatibile con questa modalità di pubblicazione per cui è stato suddiviso in tre parti che saranno pubblicate a intervalli regolari di tempo.
Il nome da me assegnato, per distinguerlo dall’originale, è:
CON LA CANTIELLO IN PARADISO 
Mi scuso con tutti coloro (sono tantissimi) che compaiono nel video, per non averli menzionati espressamente, sarebbe stato veramente impossibile.
Buona visione!
Carlo
24 aprile 2021 h 00,30
CON LA CANTIELLO IN PARADISO – PRIMA PARTE (durata 13 min)
 
 IL PRESENTE
Ecco la seconda parte del filmato “Con la Cantiello in paradiso”

Permettetemi  di ringraziare coloro che hanno espresso sensazioni, commenti, condivisioni e like, dopo la visione della prima parte del filmato del 1993

Il motorista della Cantiello Giovanni Maria Cozzolino

Il motorista della Cantiello Giovanni M. Cozzolino

postato ieri.

Siete stati tantissimi.
La maggioranza degli apprezzamenti riguardano i commenti di coloro che si sono riconosciuti nel filmato risalente a ben 28 anni fa.
Molti si sono iscritti nella pagina, per poter commentare e ricordare la loro partecipazione alla grande famiglia degli “affetti dal mal d’Asinara”.
Credo che tutti però siano stati emozionati dalle immagini che, pur offese dal tempo trascorso, sono sempre paradisiache.
Io sono molto contento che questo, come gli altri filmati dell’isola dell’Asinara, vada a colmare quella foto-cineteca che costituisce il bagaglio di ognuno di noi.
Mi preme infine ringraziare tutto il Parco Nazionale dell’Asinara dalla prima all’ultima persona, una struttura che riesce, nonostante tutto, a mantenere l’isola nel migliore dei modi possibile e, dovete credermi, non è affatto facile.
Buona visione
Carlo
25.04.2021 h 00,15
CON LA CANTIELLO IN PARADISO – SECONDA PARTE (durata 10,23 min)
 

Alcuni commenti:

romano chessa
Romano Chessa
Bel lavoro Carlo.
E’ sempre un piacere condividere ciò che abbiamo a disposizione. Siamo fortunati, molto fortunati, se abbiamo quest’Isola con la suaunicità. Lo dobbiamo a chi ci ha vissuto, e chi lavora nel presente per continuare la transazione Penitenziario/Parco nel migliore dei modi.

 

118890515_10216715401030371_5148243396379089336_nLucia Amato
Ringrazio Romano Chessa per questo bel regalo al gruppo. Mi ritrovo sempre a guardare con molta tenerezza i ricordi del passato e a pensare quanto quel mio pezzetto di vita trascorso in Asinara, sia stato importante nei miei anni successivi e a quanto ancora produca in me vitalità e ricerca di bellezza. Allo stesso modo mi auguro, ogni volta che i ricordi vengono riproposti in questa pagina, possano fare lo stesso effetto a chi si occupa dell’isola.

Riconoscere il passato per immaginare il futuro, amare l’Asinara per quello che ha dato, con l’idea in testa di ciò che può ancora essere.
Cari saluti e grazie ancora.


104018737_1852408334894745_8907792688440472793_nIvan Chelo

Molto bello vedere rivivere l’orto nei pressi della lavanderia. Cosa veniva piantato?
r.
E’ quello l’orto comunemente chiamato l’orto di Paonessa oggetto di menzione anche in un articolo di Giampaolo (Cassitta n.d.r.). Nell’immagine del filmato si possono scorgere i filari di  fagioli con canna, fagiolini, ma negli orti presenti in tutte le Diramazioni (i più grandi erano quelli di Campo Perdu e Trabuccato) si coltivavano prodotti invernali ed estivi mettendo in atto la rotazione delle colture, si coltivavano pomodori, lattughe, peperoni, melanzane…….. Questa valle in cui insisteva anticamente la lavanderia e successivamente l’Orto di Paonessa è in comunicazione con l’invaso di Maria Rosaria (foto in basso) e, ricordo (a me stesso) che la diga tracimò portando una notevole massa di terreno molto fertile a valle, mentre la massa d’acqua si riversò in mare.
Nell’articolo “Un cornuto di razza” (27 maggio 2016) presente in questo sito, sono state pubblicate anche le immagini della ricostruzione della diga di Maria Rosaria (1967) ad opera del Cav. Domenico Agnelli nel periodo in cui fù direttore Catello Napodano.
Dopo la ricostruzione  e su terreno riportato dalla tracimazione dell’invaso, nella vallata vicino al mare venne impiantato (Agronomo De Siervo) un frutteto di grandi dimensioni con decine di alberi, albicocche etc.
Asinara - Invaso artificiale di Maria Rosaria

Asinara – Invaso artificiale di Maria Rosaria

 IL FUTURO (turismo esperienziale).
Opera grafica di Carlo Hendel (21 aprile2021)

Op. graf. chendel (21.04.2021)

Nella terza ed ultima parte del filmato “Con la Cantiello in paradiso” (min 09.03), la nostra pagina ha voluto rendere evidente il valore di un documento ritrovato, insieme alla sua capacità di emozionare, aggiungendo, alla corposa storia dell’isola, ulteriori pregiate atmosfere.

Allora forse potrà essere compreso il perché, nella pagina fb sopracitata, non mi stanco mai di ripetere che non sono interessanti il “like” o i “cuoricini”, o le condivisioni (tantissime), se non come indiretta misura dell’apprezzamento da parte dei lettori.
Interessa il coinvolgimento (in questo caso del lettore) la sua immersione nella fantasia, nel ricordo, il richiamo potente a sensazioni provate e sopite.

– Perché, molti come me ritengono che sia possibile guardare, con favore al domani dell’Asinara, soltanto approfondendo, il più possibile, la conoscenza della sua incredibile storia.

– Perchè i nomi e le gesta delle persone che vi hanno soggiornato non debbono costituire l’unico richiamo per curiosi balneari.
– Perchè la meravigliosa natura dell’isola, le infinite variazioni di turchesi, il rosso dell’euforbia, i profumi dell’elicriso, della ginestra, del mirto e del ginepro, il suono del vento e della risacca o il richiamo dell’asinello bianco, non debbano essere i soli magnifici elementi destinati ad attrarre le folle al seguito di improbabili “campagne di traino turistico, che accostano l’Asinara a marziane “isole-carcere”.
Oggi, chi permane sull’isola per più di una visita fugace, riesce solo a percepire sensazioni uniche, vicine a quelle di questo filmato, comunque assolutamente incomparabili per bellezza e unicità.
La visita dell’Asinara deve diventare un’esperienza personale che non incontra solo una serie di merravigliosi paesaggi, di scorci e di visuali uniche, deve avere una parte, piccola o grande. dedicata a incontri, a conoscenze, a mondi di condivisione e di passioni.
Il valore aggiunto del turismo esperienziale è il forte elemento emozionale che ha un impatto potente sul ricordo.
Un’esperienza turistica memorabile a Cala d’Oliva mentre il sole sorge è toccante, rende felici e suscita una forte emozione, ma occorre sempre fare attenzione al fatto che l’esperienza è una percezione del tutto personale.
L’immersione subacquea in qualsiasi punto della costa frastagliata dell’isola regala, al/alla  fortunato/a “il paradiso”.
Ed allora non resta che percorrere nuovi sentieri che aprono differenti terracotta ivan chelo 2020orizzonti, approfondire la conoscenza, è necessario avanzare nella “fruizione turistica pacata dell’Isola dell’Asinara” che si discosti nettamente dal turismo “mordi e fuggi”, bisogna andare verso un turismo di conoscenza, culturale, storico, ecologico, enogastronomico che esalta la realtà locale e privilegia la tradizione in tutte le sue declinazioni…… un turismo esperienziale.
Concludo, scusandomi per la lunghezza dei post e di questo articolo,  che come sempre, per me è “rampa di partenza” e non “punto di approdo”, ricordando, a tutti i lettori, la storia della piccola terracotta dell’Ossario (articolo “Ritorno antico” del 04.12.2020) un prezioso volto, ritrovato strettamente avvinto alla grata di accesso del mausoleo, da Ivan Chelo, quasi che qualcuno, in punta di piedi, abbia voluto ricondurre questo oggetto particolare e una montagna di sensazioni, lì dove queste hanno avuto il loro tragico palcoscenico …..

Solo un modo per cui (ed è ciò  che da ormai venti anni scrivo) l’esperienza  può tradursi in “attività di lavoro integrata nell’ambiente” e “fruizione di un bene unico e irripetibile, rispettosa dell’ecosistema”.
 

Perché, è così che l’isola può progredire, ed è ovvio che nessuno può frapporsi al procedere della Storia……
Grazie
Carlo (26 aprile 2021)
CON LA CANTIELLO IN PARADISO – TERZA ED ULTIMA PARTE (durata 9,03 min)

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

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