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disegno Istvan  Szàsz

Una Cappella all’Asinara

Ricostruzione grafica dell’interno della Cappella

Ricostruzione grafica dell’interno della Cappella

In un altro articolo, di recente pubblicazione, ho proceduto alla ricollocazione della vetrata originale, quella di destra con S. Francesco, nelle immagini reali scattate da Gianmaria Deriu alla Cappella austro ungarica di Cala Reale.

Analogamente ora procediamo, con tecnica simile, alla ricostruzione della finestra ad arco acuto, posta nella parete di sinistra della cappella e sul rosone posto dietro l’altare, infine mi propongo di procedere all’osservazione, accurata della pavimentazione interna.

Prima di proseguire però, mi sono voluto avvicinare al portale in legno della Cappella e in una piccola fessura, ho posto l’occhio della nostra fedele macchina fotografica ideale, per osservarne l’interno; ed ecco cosa, quell’occhio, ha potuto scorgere.

Sorprendentemente mi sono trovato a provare una sensazione, del tutto inaspettata e quasi incredibile, analoga a quella che può aver avuto un prigioniero che, nel lontanissimo 1916, si fosse avvicinato a quel portale……

Nella penombra incipiente è stato possibile osservare il rosone, posteriore all’altare, illuminato all’esterno dall’ultimo raggio di sole radente di fine settembre.

Il tempo concesso, per riaversi dalla sopresa, è stato però breve. Si doveva proseguire con l’operazione di restauro grafico (r.g.) delle immagini, iniziando proprio dalla vetrata mancante, quella di sinistra che, in origine, conteneva il dipinto con l’effigie dell’Immacolata Concezione.

Indubbiamente la visione dell’interno della Cappella, con le vetrate istoriate, doveva essere indimenticabile ed il ricordo unito alle sofferenze dei prigionieri, renderebbe encomiabile la reale ricostituzione delle vetrate.

Cappella lato sinistro

Cappella lato sinistro reale

vetrata di sin. 2020-09-15

Cappella lato sin. rest. graficamente

Contraddistinta con la lettera B, ecco la vetrata di sinistra opportunamente reinserita nel suo alloggiamento originario.

La forma circolare del rosone posteriore all’altare, ha reso più semplice la ricollocazione informatica della vetrata dipinta.
Pertanto si è proceduto ad evidenziare, attraverso l’apposizione di un fine tratteggio di colore giallo, le immagini descritte magistralmente nella Relazione Ferrari, della lastra di vetro dipinto.

Evidenziazione delle immagini dipinte.

Ecco come viene descritto il rosone nella pluricitata Relazione:
La finestra della parete di fronte a chi entra è più in alto, di forma circolare, come un medaglione, con vetro dipinto, rappresentante Cristo che libera dalle proprie mani una colomba, portante nel becco un ramo di olivo e lo manda verso i campi e le città in fiamme ed in rovina, che si vedono sul fondo del medaglione. Il dipinto esprime un desiderio, un bisogno, una nostalgia di riposo, di pace, di serenità.

In calce alla raffigurazione del rosone è apposta la scritta:
CALA REALE – Vetro della finestra di fondo della cappella “La Pace”.

Di seguito il vetro graficamente ricollocato nella sua sede.

rosone retro altare copia

Mi avvio alla conclusione della parte descrittiva di questo articolo, con l’esposizione del pavimento che, in origine, doveva essere di rara bellezza.
L’evidenziazione  delle linee contribuisce al risalto delle stelle e delle croci greche composte, a mò di mosaico, da piccole pietre marine di colore nero, così come nere sono le fasce laterali e quelle che racchiudono il basamento dell’altare in cemento.

Pavimento cappella
Ancora un’ultima stupefacente coincidenza.

Nel precedente articolo che riguardava la vetrata di destra avevo comunicato l’irreperibilità del nome di battesimo dell’autore della vetrate, poichè in più occasioni nella “Relazione” veniva citato esclusivamente con il cognome Saaz.

Nel testo delle memorie di JAN LAŠKA Comandante del Battaglione delle Legioni  Cecoslovacche ed attraverso la pregevole traduzione della signora Kadanίková patrocinata da Giovanni Terranova, coautore del libro “Dai Balcani all’Asinara” – Trento – 2017, traduzione gentilmente donatami da Agostino Schiaffino – compare l’illustrazione, rintracciata in rete.

disegno Istvan SzàszNella suggestiva immagine, debitamente restaurata graficamente e collocata in evidenza di questo articolo, ho avuto modo di rilevare la seguente didascalia:

“Isola d‘Asinara – 19 03 1916
particolare del biglietto di auguri dei cadetti prigionieri al Comandante del Presidio gen. Giuseppe C. Ferrari in occasione del suo onomastico, disegno realizzato dall‘ufficiale ungherese Istvan Szász (1878-1965) pittore e professore universitario.”

Dalla accuratezza del tratto grafico che raffigura “tre soldati in un campo di prigionia dell’Asinara“, colti nell’atto di scrivere un biglietto, è possibile riscontrare l’identica accuratezza e finezza artistica, nonchè la sensibilità espressiva fuori del comune, identica a quella utilizzata nelle vetrate dipinte nella Cappella di Cala Reale.

Come una firma!

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

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