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fondale 4 cerniotto copia

Kalipè

Cammina sempre a passo corto, e lento

Kalipè
è un termine in uso nelle zone himalayane, un augurio di buon viaggio che viene rivolto a chi inizia il suo cammino verso le montagne.
Ed è anche il titolo della trasmissione condotta da Massimiliano Ossini, una forma di intrattenimento interessante quella di Rai2 profondamente corretta che, attraverso le modalità ricerca e di apprezzamento della “bellezza”, promuove e sollecita nello spettatore, anche nel meno avveduto, modalità ed iniziative di rispetto ambientale e di tutela del territorio.
Foto 1 ) Il giornalista di Rai2 Massimiliano Ossini

Foto 1 )  Massimiliano Ossini

I concetti inusuali, espressi da Massimiliano Ossini (foto 1) nell’intera puntata del 19 gennaio 2022, sullo stato dell’isola e sulla sua storia sono rilevanti, ma sono concetti che hanno una loro validità e mi preme fissarli nella mia memoria ed in quella della pagina.

L’amministrazione penitenziaria, con le difficoltà insite in una sperimentazione mal digerita dall’apparato e dal potere politico, è riuscita a coniugare, nei fatti, il rispetto ambientale con il trattamento penitenziario previsto dalla Costituzione italiana ed auspicato in ogni evenienza in cui una persona debba scontare una pena.
Le persone ristrette, i detenuti, hanno sempre espresso nei confronti dell’ambiente che li circondava una affezione ed una dedizione uniche.

L’influenza ambientale sull’applicazione e sull’accettazione della pena, erano caratteristiche costanti nell’isola.
L’Asinara e sopratutto la permanenza di condannati sull’isola aveva peraltro, anche i suoi lati negativi, grossolanamente individuati nella distanza dalla terraferma e nella difficoltosa frequentazione degli affetti familiari. I rapporti affettivi erano obiettivamente ostacolati dalle condizioni meteomarine, epperò sarebbe estremamente interessante definire, sulla base di una rigorosa ricerca scientifica, quanto e come, la permanenza sull’isola in una attività di lavoro produttivo, potesse influire sugli aspetti fondamentali della pena.

Quanto la visione di un ambiente equilibrato e indubbiamente di qualità eccelsa, fosse importante per la corretta presa di coscienza e  conseguente autoristrutturazione della personalità di un condannato.
Mentre si dibatteva sul controverso e non univoco processo di sdemanializzazione, mentre il progredire della storia e delletitoli 2 copia vicende socialmente rilevanti, assegnavano all’istituzione penitenziaria differenti compiti (cfr. massima sicurezza), l’ambiente esterno al carcere e all’isola dell’Asinara, esprimeva un crescente, profondo senso di avversione per quella che, al pari di una occupazione bellica, veniva ritenuta, a torto o a ragione, un illegittimo esproprio.
La distanza si palesava sul rifiuto della municipalità di accogliere le istanze per la fornitura di servizi indispensabili al funzionamento della struttura.
Più volte, si è incappati in domande del tipo “Ma bisogna essere condannati per entrare all’Asinara?” domande e frasi anche di tipo peggiore, tutte asserzioni che palesavano “il vulnus”, la “privazione” patita di un bene.

Il MERAVIGLIOSO MONDO EMERSO DELL’ASINARA

L’intera puntata di Kalipè è di 1 ora e 55 minuti ed è interamente fruibile nel sito di RaiPlay.

L’estrapolazione della parte di video riguardante l’isola dell’Asinara, della lunghezza complessiva di circa 15 minuti, si è resa necessaria per la sua diffusione all’interno della pagina fb degli “Affetti dal mal d’Asinara”.

titoloLo spazio che fb riserva agli argomenti, sia pure con una serie di post, tuttavia non riesce ad esaurire le argomentazioni poste alla base dell’apprezzamento per una buona, anzi ottima, trasmissione.
La cura e l’attenzione usualmente utilizzate nel confezionamento della puntata e nel video dell’Asinara, fà di Kalipè un format valido e questa ricetta estendibile anche a tutte le differenti occasioni di divulgazione.

Nell’esposizione riservata all’isola, sono state distinte, una prima parte in cui il giornalista la percorre mostrando flora e fauna terrestre, anche con l’ausilio delle interviste al Veterinario Giovannantonio Pilo e a Gianmaria Deriu.

Ma lasciamo il posto alla visione dei primi dieci minuti del filmato di Rai2
 
Di seguito si propone una raccolta di immagini degli intervistati da Massimiliano Ossini, nell’ordine in cui compaiono nel filmato di Rai2
se vuoi.... copia
 
Qualcuno lo conosciamo personalmente per averlo descritto nelle molteplici attività, in precedenti articoli di questo sito, altri operano nell’isola, sia pure saltuariamente e con le qualifiche più differenti, tutti però non fanno mistero del loro affetto e dell’attaccamento all’integrità dell’isola, un affetto che non deve sorprendere.

Ecco però comparire il primo elemento, un concetto (non certo usuale in video della televisione pubblica) che il giornalista, espone davanti alla Diramazione di Fornelli

Foto 2) Dichiarazione Massimiliano Osssini

Foto 2) Dichiarazione Massimiliano Ossini

 

Non è necessario aggiungere alcuna considerazione al principio ripetuto, dal giornalista, durante la puntata, in diverse occasioni.
Naturalmente salto, a piè pari, le notizie, le immagini ed i riferimenti sulla fauna, compresi quelle sui caratteristici Asinelli bianchi, unica razza esistente sull’isola, o sui cavalli.
Tutti animali liberi di cui, il lettore, volendo, potrà  richiamare nelle apposite precedenti monografie.
Vorrei lasciare che il lettore si avvii tranquillamente a visionare la seconda parte del video riguardante l’Asinara.
seconda parte

Il FANTASTICO MONDO SOMMERSO DELL’ASINARA

Un paio di tuffi nella parte ovest dell’isola sono appena sufficienti a dipingere, sia pure solo a grandi linee, i confini del paradiso!

Non basterebbe il tempo dedicato a tutta la puntata della trasmissione Kalipè, per definire compiutamente questa “meraviglia” di cui, da tempo, parliamo.

Immensa è l’immagine della cernia bruna “re di Punta Scorno”, a dispetto del nome.
I suoi movimenti, lenti e misurati, esprimono tutta la potenza di questo animale. Esso può apparire, agli occhi del visitatore, che ha la splendida avventura di incontrarla, come un gigantesco masso in movimento.

Quando la cernia si accorge dell’estraneo, è sufficiente un solo colpo di coda per addentrarsi nelle profondità marine e scomparire nel blu più infinito.
L’incontro con questo re del mare lascia, esterrefatto ed incredulo, ogni individuo.

Magnifico esemplare maschio di Cernia bruna

Magnifico esemplare adulto di Cernia bruna

Che dire poi dell’incredibile varietà di vegetazione subacquea per tappezza le pareti vertiginose degli strapiombi.
cernia bisLa trasparenza delle acque e sopratutto la tranquillità degli pesci che si lasciano avvicinare dall’apparato di ripresa subacquea, non sono minimamente disturbati dalle bolle d’aria degli autorespiratori degli operatori, a volte sono i pesci che, incuriositi, assumono l’iniziativa e si avvicinano all’obiettivo.
Questo appare il segno tangibile di uno speciale rapporto di fiducia con l’essere umano,  per cui ogni violazione della legge da parte di pescatori di frodo, oltre a costituire un reato ed un danno ambientale, ha anche la caratteristica di minare questa fiducia, insieme alla tranquillità del sistema in cui questi pesci si riproducono.

aragosta mediterranea

 

L’aragosta mediterranea, l’abbiamo appreso dalla biologa marina, si nasconde in gruppi familiari negli anfratti rocciosi, nelle tane ombrose ed aperte per consentire le attività di caccia.

Che dire d’altro ….. occorre regimentare le emozioni  che queste immagini suscitano a non finire, incanalarle in azioni produttive … protettive, allora eccoci giunti alla conclusione dell’articolo.

kalipè

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

1 Commento

  1. Semplicemente un articolo perfetto dedicato ad un’Isola unica e magica!

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