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Transito 2013 i.chelo

Il valore assoluto della STORIA

In altra parte di questo sito ho riportato tutte le informazioni necessarie a comprendere, il più chiaramente possibile, la storia e le funzioni assegnate alle strutture edilizie di tipo particolare come “il reparto transito“.
Storie piccole e grandi che hanno attraversato più di ventidue lustri della lunghissima vicenda dell’isola dell’Asinara.

Periodicamente e con la inconsapevole complicità di immagini pubblicate dagli iscritti nella nostra pagina fb degli “affetti dal mal d’Asinara“, la discussione tranquilla, si accende e si allarga, quasi fosse un fuoco che cova sotto la cenere, quando è ravvivato da una potente folata di maestrale.

 

LE IDEE

Anche in questo caso, come sovente accade, attendo pazientemente che tutti esprimano liberamente le proprie idee, prima di “appuntare” qualche pensiero che è personale e, come tale, dovrebbe essere considerato da chi legge; un pensiero che, come tutti quelli che ognuno esprime, mal sopporta aggiunte o  manipolazioni di cui spesso non ci accorgiamo, presi come siamo, da contrapposizioni ideali, leali e confronti sinceri.

la foto di Gianni Piano 2017

la foto di Gianni Piano 2017

Normalmente resto colpito dalle immagini, come quella proposta da Gianni Piano il 30.04.2017 che incornicia questo approfondimento all’articolo, una fotografia artificialmente filtrata con il colore “seppia” per conferire ad essa una patina di antico.
Credo fosse questa l’idea dell’autore dello scatto, rappresentare quel luogo come qualcosa di antico……..

Leggo anche, con estrema attenzione, tutto ciò che viene postato nella pagina che mi è molto cara, come sovente traspare dai miei modesti scritti, ma cerco sempre di comprendere quello che ognuno degli intervenuti scrive e, qualche volta mi riesce di giungere perfino a svelare anche quello che il cortese lettore omette, ma lascia comunque occhieggiare tra una frase e la successiva.

Ognuno ha piena legittimità di esprimere una sua idea che è il moto momentaneo, o la sintesi della propria personale esperienza, la somma delle successive acquisizioni, degli studi, delle ricerche e, non ultimo anche dei confronti dialettici con differenti convinzioni, a volte anche contrastanti.

Allora sempre in riferimento all’immagine del transito vecchio (che nuovamente riporto a lato) pubblicata da Gianni (che ringrazio per gli spunti allo scambio di idee che sempre ci offre) posso aggiungere che le parole (digitate con lettere maiuscole) di Emo Nisini, “QUEL BUNKER LO FAREI SALTARE IN ARIA” mi hanno, sul momento, non poco sorpreso, ma fino ad un certo punto….. poiché ho sempre avuto modo di apprezzare la pacatezza di Emo.
Le sue parole, ho inteso attribuirle alla insopportabilità del ricordo, alla pesantezza del periodo storico che lo ha visto, insieme a molti amici e colleghi, per un verso, sostenere la battaglia aspra delle istituzioni per la riaffermazione della legalità nella società e, per il verso opposto, dover constatare amaramente una larvata resistenza al riconoscimento, da parte dei concittadini, della funzione esercitata.

QUALCHE PUNTO FERMO

Credo fermamente nel valore assoluto della Storia, sia quella scritta nei libri di testo, che in quella variamente minuta, quella che viene esposta nelle piccole vicissitudini umane che contribuisce sempre, per la parte spettante, a comporre il puzzle intero. Senza una parte il quadro non si completa, manca un tessera, il quadro quindi non ha valore….. a meno che il valore non sia dato dall’assenza (ma questo è un altro discorso  e riguarda l’arte, non la storia).

Il valore assoluto concerne la testimonianza pura e semplice, priva delle aggiunte derivanti dalle diverse sensibilità personali.

Azzardo un esempio relativo ai due Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di cui tutti conoscono le abominevoli modalità con cui furono uccisi, assieme agli uomini delle scorte.

Photo di repertorio "Quarto Savona 15" la Croma blindata che precedeva l'auto del Giudice che saltò in aria sulla strada per Capaci il 23 maggio 1992.

Photo di repertorio “Quarto Savona 15” la Croma blindata che precedeva l’auto del Giudice Giovanni Falcone che saltò in aria sulla strada per Capaci il 23 maggio 1992.

Molti forse sanno che quel che resta dell’auto di scorta “IV S 15” (quarto savona 15) a quella di Giovanni Falcone è stata inserita in una installazione museale, che resta a disposizione del Ministero della Giustizia per partecipare a cerimonie e commemorazioni di tutti coloro che hanno sacrificato le proprie vite contro la mafia.

Certo non si tratta di fabbricati, come il Transito vecchio, ma riportano alla memoria di chi ha l’occasione di guardare, dicevo riportano alla memoria, comunque fatti connessi ad atti delittuosi, di efferatezza inaudita, ed anche questi manufatti sono in grado di sprigionare una potenza evocativa di rara incisività.

Nessuno mai può e mai potrà guardare quell’ammasso di rottami senza provare ripugnanza, per coloro che si sono macchiati di quel delitto, di quello scempio e, per questo, in quanto testimonianze, non possono, in alcun modo, essere demolite.

Ecco il valore della Storia!

L’immagine quindi svolge la sua funzione e li si ferma.
Trasformare quei manufatti, in strumenti efficaci a combattere mafia e malaffare è poi il compito di coloro che credono fermamente nella giustizia e nella prevalenza sull’azione criminale.

Nessuno credo, possa arrogarsi il diritto di far scomparire quelle testimonianze.
Solo al tempo, con la sua azione lenta ed inesorabile, aiutato dell’umana complicità, può essere consentito di stendere il velo sulla memoria condivisa delle persone, di rendere il cielo azzurro denso di nebbia fitta in cui è meno doloroso dimenticare.

Quando siamo all’Asinara e transitiamo da Stretti, osserviamo il degrado in cui versa la Stele dedicata al Generale Ferrari il cuore si stringe.
Quando vediamo la Diramazione di Trabuccato lentamente cedere sotto il peso delle mancate e costosissime ristrutturazioni, scriviamo “peccato che si permetta al tempo di distruggere la memoria“.93053449_3177077295714775_1732260142696628224_n

E cosa mai potremmo dire dell’azione intrapresa dal 2015 per il restauro della innominata Stufa Giannolli di cui attendiamo il restauro  più volte auspicato?

Qualcuno potrà ipotizzare che mettiamo in atto queste azioni per un interesse specifico? O che lo facciamo perché ci piace…… Penso proprio di No!

Ma, ancora prima abbiamo combattuto lungamente perché il Parco nazionale dell’Asinara riapponesse (lo ha fatto nel 2015),  nella sua collocazione originale, la targa che intitolava la ex Caserma agenti di Cala d’Oliva dedicata al “M.llo degli AA. d. C. Satta Costantino”.
Dopo innumerevoli azioni in difesa della storia dell’Asinara, qualcuno può lontanamente pensare che potremmo mai proporre, o sostenere, o lasciar passare sotto colpevole silenzio, la distruzione di una qualsiasi testimonianza storica?corridoio

In conclusione confido che le parole di Emo al di là sullo stato di conservazione dell’immobile, abbiano, sia pure con altra forma, sicuramente semplificata e leggermente provocatoria, espresso gli stessi principi che, da sempre, questa pagina propugna.

Grazie

carlo hendel

 

Installazioone di "Libera"

Installazione di “Libera”

Sagoma che ricorda una vittima della mafia (Libera)

Sagoma che ricorda una vittima della mafia (Libera)

la Storia, discorrendo di mafia, è importantissima e

Una storia che non si racconta, non esiste.”

sagome vittime

Credo che ogni persona nel corso della propria esistenza incontri pagine tristi, altre meno, alcune liete, rare quelle indimenticabili, ma quando ha le ventura di rileggere il proprio libro non strappa quelle indesiderate, mai.

Questa è la Storia.

 

Articolo scritto in ricordo delle stragi di mafia che uccisero i tre magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte:Agostino Catalano, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

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