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targa satta rest. (hendel)

La ex caserma agenti

Cala d’Oliva.

Da diciotto anni è stato trasformato in Ostello e dato in gestione alla Cooperativa Sognasinara, fino al momento della sdemanializzazione il fabbricato era adibito al pernottamento degli agenti scapoli, ed era stato assegnato ufficialmente un nome: la Caserma Costantino Satta.
Cosa ci sarà mai dietro la targa di Costantino Satta che oggi, 18 agosto 2015, il Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Asinara ha comunicato ufficialmente di aver riapposto nel sito originario, ovvero la ex Caserma Agenti, ora Ostello di Cala D’Oliva?

La targa dell'Amministrazione Penitenziaria che aveva dedicato il fabbricato al sacrificio di un suo caduto.

Il D.A.P.  dedicò la Caserma al sacrificio di un suo caduto.

 

E’ solo una lastra di travertino con una scritta “Ministero di Grazia…. etc. etc.” ….(da notare che, all’epoca, c’era anche la “Grazia” insieme alla Giustizia)
Ma per molti non è solo una pietra, sul retro della lastra di travertino, invisibili ci sono affastellate, una dietro l’altra: la storia dei sacrifici di un uomo, le difficoltà della sua famiglia, le vicende di un periodo storico, di una città.
Ma pensate che sia finita?
No, ancora no, e allora ripercorriamo insieme, sia pure a volo d’angelo, le fasi storiche documentate da quella lapide.

Costantino Satta era sardo, nato a Macomer (Cagliari) il 7 luglio 1898 e si era arruolato nel Corpo degli Agenti di Custodia il 16 marzo del 1921, proveniente dalla Regia Guardia di Finanza, ove aveva prestato servizio nel primo conflitto mondiale.

 

Il C.G. Costantino Satta

Il C.G. Costantino Satta

Costantino era sposato, aveva cinque figli e prestava servizio presso il Carcere di Ferrara, un lavoro che aveva accettato di buon grado come il precedente, pur sapendo di dover emigrare al nord,  e tutto proseguì tranquillamente finché “… il giorno 8 Giugno 1945 alle ore tredici circa, mentre trovavasi in detto carcere, in servizio e nell’adempimento delle sue funzioni, fu raggiunto da tre colpi di rivoltella per mano di un individuo, facente parte di una banda armata che assalì in detto giorno ed ora il sopraddetto Carcere e compì atti di minaccia, violenze ed omicidi sulle persone degli agenti di custodia e dei detenuti, tre colpi che uccisero il Capo Guardia Satta…”.
Questo fu il comunicato delle Carceri Giudiziarie di Ferrara, oggi Istituto Piangipane, dal nome della via in cui insiste; un Istituto moderno, ospitato in un edificio costruito agli inizi del Novecento.
Il complesso custodiva prevalentemente detenuti per reati comuni, ma all’epoca venne interessato, per le esigenze di giustizia del CLN, alla detenzione, in attesa di giudizio, di appartenenti al locale fascismo repubblichino e di collaboratori.

ex Caserma Satta

L’Ostello di Cala D’Oliva (senza targa)

Dal momento in cui la targa è stata riposizionata nel luogo di destinazione, il Capo Guardia Costantino Satta è tornato al posto che gli spettava, egli non è più una persona dimenticata.

E’ necessario guardare dietro i fatti ed esprimere l’auspicio che nel momento in cui il Parco Nazionale dell’Isola dell’Asinara si avvia a festeggiare il compimento della sua “maggiore età” possa, anche con il nostro aiuto, riuscire ad abbandonare quella modalità operativa che ha contraddistinto la sua azione per lungo tempo e che ha dato, a molti, la sensazione di essere in presenza di una “pulizia storica”, un’azione sistematica che ha teso progressivamente alla rimozione di ogni segno esteriore della centenaria trascorsa tramariglio-foto-hendelpresenza penitenziaria nell’isola.

 

Il gesto compiuto dalla Direzione dell’Ente Parco Nazionale dell’Asinara, per la quale li ringrazio infinitamente,  è stato da me definito “storico”, esagerando volutamente nel termine, poichè, come Tramariglio, anche l’Asinara deve avere l’opportunità di trasformare intelligentemente il bagaglio storico penitenziario, che indubbiamente ancora possiede, in una interessante ricerca ambientale, molto ambita turisticamente e in una splendida risorsa per la creazione di lavoro per i tanti giovani.

18 agosto 2015

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......