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La scritta del caseificio rinnovata.
La scritta del caseificio rinnovata.

2018 riapre il Caseificio

L’Osservatorio della memoria di Cala d’Oliva si arricchisce di una nuova installazione didattico-museale.

La prossima domenica 27 maggio 2018 appare una data importante per l’isola, il Caseificio di Cala d’Oliva riapre i suoi battenti.

Questo è l’elaborato progettuale, redatto dal gruppo degli Affetti dal Mal d’Asinara, relativo alla prima riapertura parziale del complesso produttivo.
Appare questo un documento interessante per tutti coloro che si prefiggono di visitare l’installazione per comprendere il funzionamento del Caseificio prima della chiusura e definire l’iter verrà seguito nel suo graduale e totale ripristino.

Planimetria Satellitare Google di Cala d'Oliva

Planimetria Satellitare Google di Cala d’Oliva

PROGETTO

           di sistemazione parziale, propedeutica alla riapertura del 

    CASEIFICIO di Cala d’Oliva

 

In occasione della manifestazione didattico – culturale “Monumenti aperti” che si terrà il 13 maggio 2018 e all’Asinara il 27 maggio 2018, il Comune di Porto Torres ha espresso l’intenzione di supportare il Parco Nazionale dell’Asinara, nell’azione di sistemazione e messa in sicurezza della struttura edilizia, sita in Cala d’Oliva, opificio in cui l’Amministrazione Penitenziaria realizzava la produzione dei prodotti caseari.
Tale azione è finalizzata a rendere la struttura idonea alla visita, sia pure parziale, da parte degli ospiti, in concomitanza dell’evento indicato.

Ingrandimento mappa Google Caseificio

Ingrandimento mappa Google Caseificio

Localizzazione

Nell’abitato di Cala d’Oliva il Caseificio è collocato a nord, dal lato sinistro della strada che conduce alla struttura penitenziaria di detenzione denominata “Diramazione Centrale” ora sede dell’Osservatorio della Memoria nella quale sono conservati reperti ritrovati in situ, successivamente alla chiusura del Carcere.

Consistenza
Il Caseificio di Cala d’Oliva è un fabbricato di due piani della superficie coperta di mq 250 circa, con il piano sopraelevato di m 1,20 circa rispetto alla sede stradale, ove sono ubicati i locali in cui si svolgevano le operazioni di produzione casearia e del piano seminterrato posto a m -1,80 dal piano della sede stradale luogo in cui si stoccavano le partite di formaggio per consentirne la stagionatura.

Schema planimetrico

Schema planimetrico

Al piano sopraelevato sono ubicati 11 locali contrassegnati con le lettere dell’alfabeto, si accede al piano attraverso una scala in cemento esterna al fabbricato composta da sei gradini che conduce ad uno stretto piano sopraelevato necessario per il carico e lo scarico del materiale al caseificio:

  1. A) – Locale caldaia
  2. B) – C) – D) – E) – F) Locali di deposito, spogliatoi disimpegno e wc destinati al personale che prestava la propria opera all’interno del Caseificio.
  3. G) – Locale lavorazione del formaggio
  4. H) – Locale lavorazione del latte
  5. I) – Locale prima asciugatura e burro
  6. L) – Locale frigorifero
  7. M) – Ufficio del Casaro

Al piano seminterrato, raggiungibile attraverso una stretta scaletta in muratura, sono ubicati tre grandi locali destinati alla stagionatura del formaggio.

 

Stato dei luoghi.

Il fabbricato è rimasto praticamente chiuso per un lunghissimo periodo di tempo nel quale, solo inizialmente, si è proceduto alla episodica manutenzione, per cui le pareti esterne ed interne sono da riprendere in qualche punto per ripristini sia pure non importanti, previo sopralluogo.
Le strutture portanti dell’edificio appaiono in buono stato, ma anche queste andrebbero verificate con un attento sopralluogo.

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Gli impianti produttivi (linea vapore e linea latte) sono stati erosi dalla ruggine e dalla salsedine, quindi non sono più in grado di funzionare, ma possono offrire al visitatore una visione d’insieme di un impianto che, venti anni or sono, è stato in grado di lavorare quantitativi di latte non proprio esigui.

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In alcuni locali sono accatastati tutti gli attrezzi caseari in maggioranza, questi sono costruiti in acciaio inox per cui possono essere trattati e resi idonei all’esposizione.

Le strutture stabili (doppi fondi e sopraelevata) sono infissi stabilmente nel pavimento e la sopraelevata è raggiungibile con una scaletta in acciaio e ferro non idonea al calpestio quindi da interdire mediante l’apposizione di una catenella idonea ad impedire la salita.

Ubicazione macchine (hendel)

Ubicazione macchine (C.Hendel)

MESSA IN SICUREZZA del Caseificio

Non tutto il fabbricato è in condizione di poter essere visitato senza disagio per il visitatore, per gli addetti e per le guide.

Dovrà essere previsto l’accesso contemporaneo limitato a non più di venti persone la volta
e saranno installati cartelli che indicano l’uscita.

I LOCALI

Sicuramente il piano interrato non è visitabile poiché la scala di accesso è poco praticabile in quanto i gradini sono sconnessi e la struttura è priva dei necessari manufatti di protezione, ovvero una ringhiera completa di corrimano etc. per cui l’accesso, in questa zona dovrà essere opportunamente interdetto, (nella planimetria 2, che segue, sono indicati con la lettera X le parti interdette).

Anche il locale caldaia A) non risulta visitabile stante la ristrettezza delle parti residue attorno alla caldaia di produzione del vapore, così come saranno interdetti alla visita i locali contrassegnati con le lettere B) – C) – D) – E) – F) che dovranno esere ripuliti ed utilizzati come deposito per gli strumenti attualmente non utilizzati per l’esposizione.

Gigantografia della cantina

Gigantografia della cantina

Al fine di fornire al visitatore le opportune informazioni sui locali sottostanti, potrà essere riprodotta una immagine attuale del locale (gigantografia) con le indicazioni sull’utilizzo, informazione corredata da immagini d’epoca, il tutto posizionato in un espositore collocato nei pressi del vano di accesso “impedito” al piano seminterrato.

La scala, composta da sei gradini, che consente l’accesso al Caseificio dovrà essere fornita delle opportune dotazioni di sicurezza (ringhiera) ed i gradini dovranno essere ripresi con cemento lisciato per rendere agevole e soprattutto priva di pericoli la salita.

Foto del Caseificio (Archivio L. Spanu)

Foto del Caseificio (Archivio L. Spanu)

LA RISTRUTTURAZIONE

La ricollocazione degli attrezzi necessari alla lavorazione del latte e trasformazione in formaggi di vario tipo andrà preceduta dall’accurata pulizia dei locali e dalla tinteggiatura delle pareti (nelle sole parti lacunose) cercando di mantenere il più possibile le tinte originali.

I pavimenti andranno accuratamente ripuliti e sgomberati da ogni oggetto non previsto nella presenta progettazione, oggetti tutti che andranno ordinatamente riposti nel locale adibito a magazzino D) precedentemente ripulito ed ordinato dei materiali in esso presenti.

Anche gli attrezzi in acciaio inox andranno debitamente ripuliti dalla ruggine con prodotti specifici senza voler togliere dai materiali la patina che prima l’uso e poi il tempo vi hanno depositato.
Deve essere rivisitata l’illuminazione dei locali e di conseguenza è necessario revisionare l’impianto elettrico sostituendo sia i cavi che i corpi illuminanti che si rendesse necessario.
In ognuno dei cinque ambienti visitabili dovranno essere collocati pannelli informativi indicanti le procedure di lavoro che erano eseguite all’interno dello specifico locale.
Le guide dovranno necessariamente essere opportunamente istruite in modo da rispondere alle eventuali richieste esplicative dei visitatori.

Sala lavorazione del latte. (ph. Carlo Hendel 2002)

Sala lavorazione del latte. (ph. Carlo Hendel 2002)

LA RICOLLOCAZIONE DEGLI ATTREZZI CASEARI

La Sala di lavorazione del latte sopra rappresentata non necessita di attrezzi da collocare al suo interno, vi sono delle lacune (assenze dI strumenti e/o macchine) che vanno indicate e opportunamente spiegate.

Un esempio per tutti:

sotto la “Polivalente sopraelevata” 1b) è visibile sul pavimento un cerchio in ferro simile a quelli esistenti sotto gli altri due “doppifondi basculanti” 1) e 1a).

In origine e fino al 1982, (nella parte storica non compresa nel presente elaborato sarà specificato) i doppi fondi basculanti erano in numero di tre e quello che manca fu rimosso nell’ultimo ammodernamento (1983) dalla Ditta Magnabosco che vinse l’appalto, per poter installare e mettere in funzione la “Polivalente sopraelevata”.

Sala lavorazione burro e prima stagionatura (ph. Hendel)

Sala lavorazione burro e prima stagionatura (ph. Hendel)

Nella sala di lavorazione del burro e di stagionatura delle provole sono ammassati vari strumenti che debbono essere ripuliti e spostati nei luoghi di destinazione.

Il serbatoio refrigerato del latte è fisso al pavimento per cui sarà impellente la sua ripulitura mentre il contenitore contraddistinto con il n° 3 (cassone per la stufatura) dopo la sua ripulitura va posizionato nella sala di lavorazione del formaggio G) come indicato nella precedente planimetria 2.

Nei pressi della parete nord della stanza si rinviene la “zangola” la macchina cilindrica in legno necessaria alla produzione del burro che va ripulita e collocata nella sala.

Nel locale denominato “Ufficio del casaro” M) andranno riportati i mobili esistenti un tavolino con sedia dell’epoca, un registro voluminoso che potrebbe far pensare a quello in uso dal casaro ed un armadietto in legno con provette e fuscelle di formaggio e di ricotta.

La targa “Caseificio”

La targa indicativa che sovrasta il portoncino di accesso alla struttura è quasi il biglietto da visita con il quale il Caseificio si presenta agli ospiti per la visita e l’attuale configurazione, sia pure graficamente ripulita e rinforzata nel colore originale nero appare inconsistente (anche dopo l’integrazione di colore) tanto da non poter essere rilevata dal visitatore.

Caseificio scritta

Caseificio scritta attuale

scritta rinnovata

Sono state eseguiti vari allestimenti e quello più idoneo a mantenere le caratteristiche originarie appare il seguente con lo schiarimento del fondo di un paio di tonalità di grigio e la riproposizione della scritta nera.

Nella riproposizione, che si è verificata e confrontata con analoghe soluzioni, si è mantenuto volutamente l’errore ortografico dei segni puntati sulle “I” maiuscole proprio per non stravolgere, in modo sostanziale la dizione della targa.

Ovviamente dalla facciata del Caseificio dovrà essere eliminata la plafoniera sovrastante la scritta e sostituita con analogo illuminatore funzionante.

Si propone la scritta Caseificio come sopra modificata.

Caseificio restauro conservativo

Caseificio restauro conservativo

Anche i riquadri vetrati della grande porta di accesso dovranno essere sostituiti con nuove superfici vetrate traslucide mentre la parte metallica sarà opportunamente pulita e ridipinta, come pure andranno restaurate le parti ricoperte da compensato per evitare l’introduzione di animali e volatili.

Si potrebbe facilmente collocare, a completamento della installazione didattico-museale, nella sala in cui si lavorava il burro, o in quella dove è posizionata la pressa un video proiettore che replica su uno schermo apposito il documentario del 1994 di Cini e Felli girato nel 1993 all’Asinara nella parte in cui l’Appuntato Vincenzo Denofrio narra lo svolgimento della sua attività nel caseificio.

Vincenzo Denofrio Hendel - 1

Il presente progetto, composto da 12 pagine più la copertina, corredato da 7 schede delle attrezzatura casearie, più l’8° con la Storia del Caseificio, è stato realizzato e terminato il 16 aprile 2018.

 

Copertina del progetto.

Copertina del progetto.

 

 

carlo hendel

Carlo nasce nei primi mesi del '50 e trascorre la sua infanzia a Roma, nella zona centrale della capitale, a “due minuti a piedi” da Piazza di Spagna. Di padre polacco e con la mamma abruzzese, Carlo aveva un fratello in Polonia, ed ha tre sorelle: una in Polonia e due in Italia. All'età di 22 anni si trasferisce nel paesino abruzzese di Barete e vi svolge attività libero-professionale per circa dieci anni. Consegue la nomina, da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, alla Direzione Agrozootecnica della Casa di Reclusione dell'Asinara, evento che lo farà incontrare con l'isola e con la Sardegna. Vive e lavora con passione all’Asinara, per circa cinque anni, dal 1982. Alla vigilia della trasformazione dell’isola in Parco, partecipa come coautore, al volume “ASINARA” Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente (Delfino Editore 1993) curato da A. Cossu, V. Gazale, X. Monbaillu e A. Torre, per la parte riguardante la Storia agricola e l’ordinamento carcerario. ------------------------------------------------------------------------------ L'Asinara non sarà più dimenticata. Blogger dal 2000 sotto vari pseudonimi, e con svariati blog. Nel 2007 pubblica una nota "L'Asinara - La storia scritta dai vincitori" con la quale, per la prima volta, rivendica per l'isola il suo "diritto inalienabile alla storia". Nel 2016 pubblica questo portale personale investendo notevoli energie e risorse solo con l'intento divulgativo e per testimoniare la storia dell'isola senza preconcetti o preferenze, per tutti i periodi e le vicissitudini attraversati dall'Asinara. Prosegue la sua attività lavorativa prima a Castelfranco Emilia (MO), poi a Roma (D.A.P.) ed infine a Viterbo ove maturerà il tempo della agognata quiescenza. All'età di 59 anni la sua vita cambia in modo importante, ma non è questa la sede propria di siffatta narrazione. -------------------------------------------------------------------------------------- Si definisce, da sempre, un ecoagricoltore e ancora oggi, produce olio biologico extravergine di oliva per autoconsumo, coltiva il suo orto con metodi esclusivamente naturali ed alleva animali da cortile. Carlo spesso ama dichiarare di aver avuto cinque o sei vite, ora ha due splendidi nipotini ed un diavolo per capello! Il resto lo lasciamo ai posteri......

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